Mercatini dei bambini vietati in corso Piave, presentata interrogazione urgente

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Domenica 26 ottobre, in corso Piave, è stata distribuita una comunicazione recante il seguente testo “A partire dalla Fiera del Tartufo 2015, non sarà più consentito ai bambini e rispettivi genitori, porre in vendita qualsivoglia tipo di oggetto, anche usato, per ragioni di sicurezza stradale e per motivi fiscali”.

Ho così deciso di presentare un’interrogazione urgente a risposta scritta per comprendere le ragioni di tale divieto e per approfondire se esista la possibilità di trovare una soluzione che possa consentire ai bambini desiderosi di “vendere” i propri oggetti usati di continuare a farlo anche nell’anno 2015.

Perché l’ho fatto? Perché ricordo quando, da bambino, aspettavo le domeniche della fiera per esporre i miei giocattoli usati in compagnia dei miei amici e proporli ai passanti: era una bella attività, che ci consentiva di stare tutti insieme all’aria aperta, facendo qualcosa di diverso dal solito. Anche dopo molti anni, passeggiando in corso Piave durante la Fiera, ho sempre guardato con simpatia ed un pizzico di nostalgia quei bambini impegnati in quella stessa attività, che non avevo mai valutato né pericolosa, né tantomeno sgradevole o disdicevole. Oggi, dopo tanto tempo, sono rimasto sorpreso di fronte al divieto di proseguire questa attività ormai tradizionale ed ho chiesto con urgenza una spiegazione all’amministrazione. Non comprendo, infatt,i cosa possa essere negli anni cambiato e, quindi, i motivi per cui dall’oggi al domani questa attività debba essere di colpo vietata.

E la sicurezza dei bambini? Si parla poi di “ragioni di sicurezza” e sono convinto che non ci sia nulla di più importante della sicurezza dei bambini ed allora, se i problemi sono di questa natura, invito l’amministrazione ad attivarsi nel ricercare una qualche soluzione alternativa che possa consentire ai bambini di continuare a proporre i propri giocattoli ai passanti anche l’anno prossimo, senza cancellare questa tradizionale usanza: credo, ad esempio, che si potrebbe individuare un’area idonea in cui radunare i bambini, consentendo così loro di proseguire quest’attività, che è un semplice “gioco all’aria aperta”, e niente di più.

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