Amianto, ad Alba ancora 180 mila metri quadrati, il Comune ne incentivi la rimozione

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Il quadro legislativo in relazione all’utilizzo dell’asbesto in edilizia è contenuto principalmente nella legge 257 del 1992, con la quale sono state dettate le norme per la cessazione dell’impiego dell’amianto e per il suo smaltimento controllato.

La legge prevede inoltre l’emanazione di provvedimenti volti alla predisposizione dei piani regionali amianto (previsti dall’art. 10 della legge 257) e, per mezzo del DPR 8/8/94, ha disposto l’obbligatorietà dei censimenti per gli edifici pubblici, aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva, così come i blocchi di appartamenti e, contestualmente, ha dichiarato facoltativo il censimento relativo alle unità abitative private.

L’ultimo studio disponibile relativo alla presenza di amianto nel comune di Alba, relativo all’anno 2010, ha censito la presenza di circa 180 mila metri quadrati di eternit in città. Tenuto conto che negli ultimi anni qualche bonifica è stata effettuata e che è in previsione un grosso intervento presso gli ex stabilimenti Miroglio di corso Asti, rimane ancora una superficie enorme su cui concentrare gli sforzi di rimozione, pari ad oltre venti campi da calcio.

In relazione alle competenze in materia di amianto la Regione Piemonte ha individuato i soggetti istituzionali preposti alla gestione delle segnalazioni e degli esposti, attribuendo competenze ai Sindaci, all’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) ed alle ASL, in quanto il protocollo prevede che le segnalazioni vengano trasmesse all’ARPA, che procede ai necessari sopralluoghi ed accertamenti, le cui risultanze vengono trasmesse all’ASL competente, che effettua tutte le verifiche documentali e di rischio legato all’esposizione. Le conclusioni delle ASL vengono trasmesse all’ARPA che, acquisito tale parere, provvede a trasmettere la documentazione e le relative proposte al Sindaco, che, in veste di Autorità Sanitaria Locale, procede all’emissione dei provvedimenti di propria competenza.

La pericolosità dei manufatti contenenti amianto è fortemente legata allo stato di conservazione degli stessi, in quanto maggiore è lo stato di deterioramento degli stessi e superiore è l’emissione di fibre di asbesto nell’ambiente, con conseguente aumento dei rischi per la salute pubblica.

Partendo dal presupposto che le coperture in amianto sono sempre un potenziale pericolo e che i rischi per la salute delle persone esposte aumenta con il trascorrere del tempo e con il deterioramento dei manufatti, è necessario ed urgente che l’amministrazione comunale stimoli in ogni modo possibile gli interventi di bonifica degli edifici con coperture in eternit ed è proprio per questa ragione che ho presentato un ordine del giorno (testo) affinché il consiglio comunale si esprima sulla mia proposta di istituire un meccanismo di incentivi economici per quei cittadini e quelle imprese che decideranno di bonificare le strutture di loro proprietà. Certamente il comune non può accollarsi per intero il costo delle bonifiche, ma credo che possa fare la propria parte con un sistema di incentivi proporzionali alle quantità di amianto rimosse e trovando nel bilancio dell’amministrazione almeno ventimila euro per finanziare questo programma, che può potenzialmente spingere i proprietari a rimuovere le coperture in eternit e bonificare i propri edifici.

Il comune di Bra ha deliberato già nel 2011 un bando per la concessione di contributi per la bonifica, la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, riproponendo l’iniziativa anche negli anni 2012, 2013, 2014 e 2015 ottenendo risultati significativi e riducendo le superfici coperte con manufatti contenenti amianto per una superficie complessiva di 16.500 metri quadrati.

Alba può avviare un meccanismo simile e lanciare il messaggio chiaro che anche il nostro Comune è disponibile a sostenere chi desidera intraprendere percorsi di riqualificazione nel rispetto dell’ambiente e della salute pubblica. Quella contro l’amianto dev’essere una battaglia di tutti gli Albesi e dev’essere sostenuta in ogni modo possibile da parte dell’amministrazione, anche attraverso un impegno economico e finanziario diretto.

Il 22 dicembre 2015 il Parlamento ha inoltre varato il cosiddetto “collegato ambientale” (disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy), emanando all’articolo 56 disposizioni in materia di interventi di bonifica da amianto, prevedendo la possibilità di concessione di crediti di imposta a favore delle imprese pari al 50 percento dei costi sostenuti per la bonifica dell’amianto, rimandando ad un decreto ministeriale per l’attuazione della norma stessa.

La speranza è che venga presto emanato il decreto attuativo e chiedo all’amministrazione di organizzare un momento di confronto con le aziende proprietarie di immobili con coperture in amianto non appena le modalità ed i termini per la concessione del credito di imposta saranno chiare, al fine di sollecitare ulteriori interventi di bonifica.

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