Scuola media della Moretta, tutta la verità sul blocco dei lavori

Cantiere Moretta_01

Quartiere Moretta, nello spazio della futura scuola media c’è un grande cantiere, che dovrebbe chiudersi entro 540 giorni, con la consegna del primo lotto dell’edificio: oggi però i lavori sono bloccati a seguito della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte che ha imposto al Comune di Alba di riassegnare i lavori, escludendo l’impresa a cui questi erano stati affidati.

Per fare un po’ di chiarezza su ciò che è successo in questi mesi bisogna ritornare indietro di quasi un anno:

luglio 2015: il Comune di Alba pubblica un bando ed avvia una procedura aperta di gara per l’affidamento dei lavori di “realizzazione della nuova scuola media Moretta”;

dicembre 2015: il Comune affida definitivamente i lavori all’impresa arrivata al primo posto in graduatoria;

gennaio 2016: la seconda impresa in graduatoria notifica e deposita (febbraio) un ricorso, impugnando l’aggiudicazione e chiede inoltre al TAR di sospendere gli esiti dell’aggiudicazione, in attesa che il Tribunale si possa esprimere sul ricorso, che chiede l’esclusione dell’impresa arrivata prima in graduatoria, in quanto questa non ha indicato alcuni oneri previsti obbligatoriamente dal bando stesso;

26 febbraio 2016: il TAR emette una sentenza che lascia libertà al Comune di consegnare il cantiere ed avviare i lavori, in attesa del pronunciamento sull’eventuale nullità dell’aggiudicazione;

marzo 2016: il Comune stipula il contratto, consegna il cantiere ed iniziano i lavori, in attesa del pronunciamento del TAR;

aprile 2016: il Consiglio di Stato si esprime nuovamente sulla sospensione dell’esito del bando, negando lo stop ai lavori, vista l’imminente sentenza di merito;

13 maggio 2016: arriva la sentenza del TAR, che obbliga il Comune a riformulare la graduatoria e ad escludere dalla stessa l’impresa arrivata prima, imponendo di fatto lo stop ai lavori.

31 maggio 2016: il Consiglio di Stato ravvisa concreti rischi per la realizzazione dell’opera, sospende l’esecuzione della sentenza del TAR e riapre il cantiere;

7 giugno 2016: ultimo atto, il Consiglio di Stato torna sui propri passi ed ordina una nuova sospensione dei lavori.

La vicenda può essere così riassunta: il cantiere è bloccato, sono stati versati circa 350 mila euro come anticipo sull’opera,  nessuno sa quando i lavori ripartiranno e nessuno sa chi sarà chiamato a concludere i lavori ed entro quando questi potranno essere portati a termine.

Questa situazione ha dei responsabili precisi: nonostante i ricorsi pendenti, l’Amministrazione ha agito con imprudenza, firmando il contratto, consegnando il cantiere e dando il via ai lavori, nella consapevolezza che tutto sarebbe potuto succedere e correndo il rischio consapevole di trovarsi obbligata a cambiare l’appaltatrice in corsa, con un cantiere avviato, lavori già realizzati ed anticipi già versati.

Si poteva evitare tutto questo? Certo che sì: il Comune aveva la facoltà di non firmare il contratto e non consegnare il cantiere, aspettando l’esito dei vari ricorsi ed iniziando i lavori solo a vicenda processuale conclusa, evitando ogni tipo di rischio.

Il Sindaco e l’Assessore hanno però preferito agire diversamente, avventurandosi in un terreno pericoloso ed incappando così in uno stop dalle conseguenze imprevedibili: non dimentichiamo che si tratta di un appalto dal valore di 3,6 milioni di euro, la più importante opera pubblica cittadina degli ultimi anni.

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